Professor
Patrizio
Rigatti

Specialista in Urologia e Chirurgia Generale

Faq - Urologia

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Faq - Urologia

Si deve andare subito ad un Pronto Soccorso ed eseguire una ecografia al testicolo per capire quale è la causa che provoca il dolore,che può essere:torsione del funicolo,epididimite(infezione)- la causa più frequente- e quindi decidere la terapia.

Se la causa è la torsione del funicolo si deve intervenire chirurgicamente, per evitare la perdita del testicolo.

Per prima cosa,nella diagnosi è necessaria una stadiazione del tumore,attraverso una ecografia addominale, una Risonanza magnetica(RM)con bobina endorettale, ed eventualmente una Scintigrafia ossea. Dopo questi esami l’urologo è in grado di consigliare la strada da seguire per affrontare e risolvere il problema.

Dipende dalla estensione e dall’aggressività del tumore, ma fortunatamente nella grande maggioranza dei casi si riesce a salvare il rene.

Per prima cosa è necessario sottoporsi ad una PET con colina e a una RM (risonanza magnetica)con bobina endorettale. Si deve poi consultare l’urologo che, dopo aver visionato gli esami, deciderà quale strada intraprendere fra quella della radioterapia,della terapia medica o dell’ intervento chirurgico per eliminare i linfonodi sede di malattia.

E’ necessario eseguire una serie di esami specialistici che l’urologo consiglierà,per definire la natura dell’ostruzione che può essere provocata da cause diverse: un

calcolo, una fibrosi retroperineale, una malformazione congenita o altro.

Una volta individuata con certezza la causa delle coliche ,è possibile provvedere alla terapia giusta per risolvere il problema.

Una volta all’anno deve fare una visita dall’urologo portando l’esame del sangue che dosa il PSA, una ecografia transrettale e una uroflussometria.

Per prima cosa è necessario eseguire una cistoscopia.

Dopo questo esame si deve asportare il tumore per via endoscopica ed eseguire l’esame istologico che dirà se il tumore è superficiale o infiltra il muscolo. Nel primo caso si asporta il tumore per via endoscopica e si fa seguire una profilassi locale con farmaci particolari per impedire che la malattia si riformi. Nel secondo caso è necessario un intervento di asportazione della vescica e, quando possibile,di ricostruzione della stessa utilizzando un segmento dell’intestino.

Sono necessari questi esami: Uroflussometria, Ecografia, Uretrocistografia (urografia mentre si urina), per evidenziare la causa a monte del problema che può essere :stenosi dell’uretra, sclerosi del collo vescicale, disturbo neurologico della vescica

(i più frequenti) poi si decide il da farsi.

Quando i disturbi provocati dalla malattia: frequenza di minzione, ematuria (sangue nell’urina), prostatiti ricorrenti (infiammazione alla prostata) non sono più tollerabili, oppure quando gli esami urologici (PSA, ecografia transrettale) rivelano un danno all’apparato urinario a monte della prostata (della vescica e/o dei reni).

Ecografia dell’apparato urinario, urinocultura, esame urodinamico, cistografia retrograda e minzionale(radiografia mentre si urina).

Solo dopo questi esami sarà possibile fare una diagnosi che permetta di affrontare e risolvere il problema.